Per conoscere di piú :

sábado, 6 de agosto de 2011

Per pregare meglio - IMITAZIONE DI CRISTO, CLAUDE DE LA COLOMBIERE

O Signore,
purché la mia volontà
si conservi sempre retta
e fermamente unita a te,
fa’ di me come meglio ti piace,
poiché ciò che fai per me
non può essere che ottimo.
Se tu vuoi che io viva nelle tenebre,
sii benedetto;
se mi vuoi nella luce,
sii benedetto;
se vuoi invece che io soffra,
sii ugualmente benedetto in eterno...
Signore Gesù Cristo,
insegnami a dimenticarmi
dal momento che è l’unica via
per entrare nel tuo cuore.
Tu hai creato in me il desiderio
di amarti senza pensare a me stesso:
insegnami ora a fare questo.
Mi piacerebbe molto farlo
ma non posso se tu non mi illumini e assisti.
So bene che ti resisto
ma mi piacerebbe essere altrimenti;
dipende da te fare ogni cosa.
Signore,
se otterrò il cielo
sarà per opera tua,
e un grande onore per te.
Questa è l’unica ragione per me
per volerci arrivare.
Amen.

lunes, 1 de agosto de 2011

Tempo Ordinario, XVII Domenica - Fare vita il Vangelo

Carissimi fratelli,
essere mamma è una delle missioni più importanti e difficili. Grazie a Dio quasi tutte compiono il suo compito in maniera straordinaria. Tuttavia devo dire che ci esiste una differenza tra essere una brava mamma ed essere una mamma troppo brava. La brava mamma educa i figli facendogli imparare ad essere responsabili , mentre le mamme troppo brave fanno tutto loro (anche il letto dei figli) producendo purtroppo individui inutili.

Dio è un padre perfetto, anzi una mamma perfetta. Lui è bravo, bravissimo, ma mai troppo bravo. Il Vangelo della domenica ci insegna come sempre ci fa parte della sua opera, che non fa tutto da solo. Quando gli apostoli chiedono a Gesù d’inviare tutta la gente a casa, Lui chiede loro di fargli mangiare. Loro potevano fare qualcosa e tuttavia volevano far lavorare solo a Gesù. Erano convinti che era Lui chi doveva mandare via alla gente, affamata.

Il Maestro capisce subito ed approfitta l’opportunità per educare i suoi discepoli. Loro dovevano prendere anche parte della responsabilità e così lo fanno. Presentano al Signore cinque pane e due pesci, tutto ciò che avevano, la loro parte. Dopo con quella collaborazione Gesù fa il grande miracolo e moltiplica il cibo che basta e avanza per tutti.

Così è che Gesù ci educa. Lui ha fiducia in noi e come prova ci fa parte della sua opera salvatrice. Ogni uno di noi ha un compito da fare, una missione propria e originale. Possiamo vederlo sempre nella Bibbia, per la sua opera Dio sceglie uomini e donne che diventano i suoi strumenti. Oggi ci chiama a renderci conto di questo fatto, e ad assumere il nostro ruolo nella Chiesa e nel mondo.

Nella nostra Chiesa mancano tanti fratelli e tanti che ci stanno ancora non prendono parte attiva nella vita della comunità. Questo impoverisce delle parrocchie, rallenta la marcia della opera di Dio. Chi ama Gesù si mette a servirlo, come e dove vuole Lui. Apriamo il nostro cuore alla sua chiamata e il suo Regno sarà subito con noi.
Fino al Cielo.

P. Cèsar Piechestein
ilpreteditutti

jueves, 21 de julio de 2011

Tempo Ordinario, XVI Domenica - Fare vita il Vangelo.

Carissimi fratelli,
il Signore continua a presentarsi come un contadino, è Lui chi vuole farsi vedere come uno che aspetta dei frutti. Questa volta però c'è qualche problema con il seme, quando benché Lui ha dato del buon seme, il nemico ha messo anche il seme della zizzania. Alla fine crescono insieme il frumento e l'erba cattiva. La cosa strana è che quando i suoi operai vogliono andare a togliere la zizzania il Signore chiede di lasciarli stare insieme fino alla raccolta.

Non è così che si fa di solito. Normalmente l'erba cattiva si toglie subito perché fa concorrenza con il frumento. Quindi il Signore ci vuole dare qualche segno in questo fatto. Siccome il giorno della raccolta è il Giudizio Finale, dobbiamo capire che questa è una manifestazione della misericordia di Dio. Lui conserva sempre la speranza ed è convinto che la zizzania (i figli del maligno) possono convertirsi. Il Padre ritiene importante dare del tempo a tutti perché possiamo lasciare la nostra vita d'erba cattiva per diventare frumento.

Ci lascia anche la idea della misericordia del Signore che non condanna nessuno, perchè mentre ci sia vita, ci sarà la speranza. Così che nessuno di noi deve mai giudicare mai i nostri fratelli, perchè tutti siamo in capacità di trasformarci, sempre riconoscendo che sarà opera della grazia di Dio.

Dobbiamo anche riconoscere che nessuno è 100% frumento, sempre abbiamo qualche percentuale di zizzania da pulire, da purificare. Gesù ci chiama alla conversione personale, alla misericordia verso il prossimo e soprattuto a non perdere la speranza della salvezza. Tutti possiamo diventare frumento, tutti siamo chiamati alla santità, tutti siamo figli di Dio.
Fino al Cielo.

P. Cèsar Piechestein
ilpreteditutti

domingo, 17 de julio de 2011

Per lodare e adorare - Arderanno sempre i nostri cuori, Buttazzo Beltrami



Quando scende su di noi la sera e scopri che
nel cuore resta nostalgia
di un giorno che non avrà tramonto
ed avrà il colore della sua pace,

Quando scende su di noi il buio e senti che
nel cuore manca l'allegria del
tempo che non avrà mai fine
ed allora cercherai parole nuove;

e all'improvviso la strada sillumina;
e scopri che noti sei più solo;
sarà il Signore risorto a tracciare il cammino
e a ridare la vita

Arderanno sempre i nostri cuori
se la tua parola in noi dimorerà
spezza Tu, Signore, questo pane
porteremo al mondo la tua verità,

Quando all'alba sentirai la sua voce capirai che
non potrà fermarsi mai l'annuncio
che non avrà confini, che
riporterà nel mondo la speranza.

Gesù è il Signore risorto che vive nel tempo
è presente tra gli uomini,
è Lui la vita del mondo,
il pane che nutre la Chiesa in cammino

lunes, 11 de julio de 2011

Tempo Ordinario, XV Domenica - Fare vita il Vangelo.

Carissimi fratelli,

Chi semina sempre spera raccogliere, e mentre più grande sia la raccolta meglio. Nella parabola d'oggi il Signore ci spiega che è Dio il seminatore e il seme è la sua Parola, quindi la terra siamo noi. Non possiamo pensare di essere altri tipi di terra ma soltanto la buona, però anche quella buona ha prodotto frutto in diverse quantità: il trenta, il sessanta e il cento per uno.

Il vero problema è accontentarci con ciò che abbiamo prodotto. Non possiamo mai pensare che è abbastanza con ciò che amiamo Dio. Lui ogni giorno ci da prove abbondanti del suo amore e noi non possiamo fermarci soltanto a ricevere, senza amarlo in controcambio. Sicuramente mi direte che lo già lo amate ed sono convinto che è così, però sempre possiamo amarlo di più.

I santi sono stati quelli che non si sono accontentato mai, hanno cercato sempre di crescere nel amore, di migliorare sempre, di servire con una maggiore generosità, etc. Chi ama sa perfettamente che l'amore non conosce limite, non si ferma a calcolare, non misura ma si dona totalmente.

Oggi Gesù ci chiama a rendere dei frutti abbondanti. Sarà il nostro cuore e la sua grazia a muoverci, a non fermarci mai in questa strada verso la santità, verso l'amore perfetto. Sempre cercando di accontentare il nostro Seminatore.
Fino al Cielo.

P. Cèsar Piechestein
ilpreteditutti

lunes, 4 de julio de 2011

Tempo Ordinario, XIV Domenica - Fare vita il Vangelo.

Carissimi fratelli,

dopo quasi un mese di ferie ricomincio la nostra condivisione del Vangelo. Domenica scorsa abbiamo letto un pezzo molto sentito della Parola: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”. Una frase che molti hanno imparato a memoria perché conforta tanto nei momenti difficili. La mancanza capita quando ci fermiamo li e dimentichiamo ciò che viene dopo: Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita”. Quindi non c’è ristoro senza prendere il giogo.

Il nostro Gesù è un maestro di vita e non potrebbe mai farci diventare inutili. Lui ci da la forza, ci ha dato la intelligenza e tutte le capacità per servire, per costruire il mondo. Non possiamo pretendere che sia Lui a farlo tutto quando ha messo nelle nostre mani tanti doni che dobbiamo amministrare.

Ciò che ci stanca e opprime non è il lavoro o la vita, ma il peccato e l’allontanamento da Dio. Quando il nostro spirito non riceve l’aiuto dal Signore, non ha più la forza per andare avanti, quindi si stanca, si esaurisce. Gesù ci ha lasciato i sacramenti, soprattutto la Eucarestia, per nutrirci e darci la forza, il ristoro.

Oggi dobbiamo prendere il giogo dolce di Cristo, quello che ci farà trovare conforto, non perché non pesa ma perché il suo peso è leggero. Gesù non porterà il giogo per noi, ma lo farà con noi. Mai ci lascerà da soli. Essere i suoi discepoli significa lottare ogni giorno contro la nostra carne, per far vincere lo spirito, come lo afferma San Paolo nella seconda lettura.

Una vita lontana da Dio sarà sempre noiosa e vuota, e ci stancherà prima o poi. Soltanto Gesù ci rende felici e servirlo da senso alla nostra esistenza. Prendiamo il suo giogo dolce e riceviamo il suo aiuto attraverso la Messa e la preghiera quotidiane e saremo sempre confortati e gioiosi.
Fino al Cielo.

P. César Piechestein
ilpreteditutti