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martes, 15 de marzo de 2011

Per pregare meglio - Per ottenere molti e santi sacerdoti

PADRE NOSTRO PER OTTENERE SANTI SACERDOTI

Padre nostro che sei nei cieli, Tu hai promesso di non lasciarci orfani (Gv 14,18). Continua ad essere presente in mezzo a noi nella persona di ministri santi e santificatori.

Sia santificato il tuo nome mediante il ministero dei sacerdoti che, rivestiti del sacerdozio di Cristo, ti facciano conoscere ed amare da tutti i popoli.

Venga il tuo regno, regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace, perché tutte le creature, liberate dalla schiavitù della corruzione, possano partecipare alla gloriosa libertà dei tuoi figli (Rom 8,21)

Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Tu vuoi che “tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verità” (1 Tim 2,4). Continua a mandare alla tua Chiesa i ministri che insegnino agli uomini le verità che sono via al cielo.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano. Non lasciar mai mancare chi spezzi il pane del Vangelo, alimento del corpo e dello spirito e apra a noi i tesori della vita divina.

Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori Tu hai dato agli apostoli il potere di rimettere i peccati (Gv 20,23): manda alla tua Chiesa sacerdoti che, con il Sacramento della Penitenza, riconciliano i peccatori con Dio e con la Chiesa.

Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male Perdona le nostre colpe, allontana da noi i meritati castighi e fa che, per la predicazione dei tuoi ministri, ogni uomo ascolti la tua voce che chiama ad amare e a fare il bene e a fuggire il male.

Così sia

domingo, 13 de marzo de 2011

Quaresima, I Domenica - Fare vita il Vangelo

Carissimi fratelli,
al iniziare la quaresima il Vangelo ci propone il passaggio delle tentazioni del Signore. Lui vince ciascuna di queste con risposte presse dell’Antico Testamento. Mi sembra che quella che racchiude tutta la forza è l’ultima: “Adora il Signore, tuo Dio; a Lui solo rivolge la tua preghiera.” Infatti è questa che allontana il diavolo.

Nella prima lettura abbiamo ricordato come Eva è stata tentata. La trappola del serpente fu farla credere che al mangiare del frutto vietato sarebbe diventata come Dio. Questa è stata la tentazione, mettersi nel posto di Dio, non adorare Dio ma se stesso. La superbia è riuscita a far entrare il peccato nel mondo.

La società odierna si è dimenticata di Dio e rende culto al’uomo. Si pensa che l’essere umano è capace di tutto e quello che ancora non riesce a fare, subito imparerà a farlo. Questa è la superbia umana, tanto antica e tanto attuale.

Questa prima domenica di quaresima ci chiama a fare una scelta: adorare Dio o adorare noi stessi. Non possiamo metterci ne sopra ne alla stessa altezza del Signore.

Chi sceglie dare culto a se stesso sempre vivrà un cristianesimo “fai da te”. Non sarà la volontà del Signore me la sua volontà ciò che dirigerà la sua vita. La sua religione non sarà mai un rapporto con il suo Creatore, me un semplice elencare le sue richieste a un Dio “impiegato”. Magari andrà in Chiesa, riceverà i sacramenti e pregherà, pero il suo dio sarà sempre l’uomo.

Chi sceglie adorare il Signore, sceglie la strada giusta, che non sempre è la più facile. Cercherà di fare sempre la volontà di Dio, sebbene qualche volta potrà fallire, potrà peccare. La regola di sua vita sarà l’amore a Dio soprattutto e al prossimo come a se stesso. La sua religione sarà autentica e renderà molti frutti.

Oggi dobbiamo fare la nostra scelta perché di questo dipende il successo della nostra quaresima. Basta di essere cattolici a metà. Questo tempo liturgico, pieno di grazie e di opportunità, ci invita a cambiare di strada se siamo ancora nella sbagliata o rinnovare la scelta se siamo in quella giusta. Il Signore merita il primo posto nel nostro cuore.
Fino al Cielo.

P. César Piechestein
ilpreteditutti

viernes, 11 de marzo de 2011

Per lodare la Parola - Dall'Aurora al Tramonto


DALL'AURORA AL TRAMONTO
Balduzzi - Casucci
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Dall'aurora io cerco te
fino al tramonto ti chiamo
ha sete solo di te
l'anima mia come terra deserta

Non mi fermerò un solo istante
sempre canterò la tua lode
perché sei il mio Dio il mio riparo
mi proteggerai all'ombra delle tue ali.

Dall'aurora ...

Non mi fermerò un solo istante
io racconterò le tue opere
perché sei il mio Dio unico bene
nulla mai potrà la notte contro di me.

Dall'aurora io cerco te
fino al tramonto ti chiamo
ha sete solo di te
l'anima mia come terra deserta
ha sete solo di te
l'anima mia come terra deserta

martes, 8 de marzo de 2011

Mercoledí delle Ceneri : Convertitevi - Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa

Fate penitenza

Teniamo fissi gli occhi sul sangue di Cristo, per comprendere quanto sia prezioso davanti a Dio suo Padre: fu versato per la nostra salvezza e portò al mondo intero la grazia della penitenza.

Passiamo in rassegna tutte le epoche del mondo e constateremo come in ogni generazione il Signore abbia concesso modo e tempo di pentirsi a tutti coloro che furono disposti a ritornare a lui.
Noè fu l'araldo della penitenza e coloro che lo ascoltarono furono salvi.
CONVERTITEVI !!!

Giona predicò la rovina ai Niniviti e questi, espiando i loro peccati, placarono Dio con le preghiere e conseguirono la salvezza. Eppure non appartenevano al popolo di Dio.
Non mancarono mai ministri della grazia divina che, ispirati dallo Spirito Santo, predicassero la penitenza. Lo stesso Signore di tutte le cose parlò della penitenza impegnandosi con giuramento: Com'è vero ch'io vivo - oracolo del Signore - non godo della morte del peccatore, ma piuttosto della sua penitenza.

Aggiunse ancora parole piene di bontà: Allontànati, o casa di Israele, dai tuoi peccati. Di' ai figli del mio popolo: Anche se i vostri peccati dalla terra arrivassero a toccare il cielo, fossero più rossi dello scarlatto e più neri del silicio, basta che vi convertiate di tutto cuore e mi chiamiate «Padre», ed io vi tratterò come un popolo santo ed esaudirò la vostra preghiera.
 Volendo far godere i beni della conversione a quelli che ama, pose la sua volontà onnipotente a sigillo della sua parola.

Obbediamo perciò alla sua magnifica e gloriosa volontà. Prostriamoci davanti al Signore supplicandolo di essere misericordioso e benigno. Convertiamoci sinceramente al suo amore. Ripudiamo ogni opera di male, ogni specie di discordia e gelosia, causa di morte. Siamo dunque umili di spirito, o fratelli. Rigettiamo ogni sciocca vanteria, la superbia, il folle orgoglio e la collera. Mettiamo in pratica ciò che sta scritto. Dice, infatti, lo Spirito Santo: Non si vanti il saggio della sua saggezza, né il forte della sua forza, né il ricco delle sue ricchezze, ma chi vuol gloriarsi si vanti nel Signore, ricercandolo e praticando il diritto e la giustizia (cfr. Ger 9, 23-24; 1 Cor 1, 31, ecc.).

Ricordiamo soprattutto le parole del Signore Gesù quando esortava alla mitezza e alla pazienza: Siate misericordiosi per ottenere misericordia; perdonate, perché anche a voi sia perdonato; come trattate gli altri, così sarete trattati anche voi; donate e sarete ricambiati; non giudicate, e non sarete giudicati; siate benevoli, e sperimenterete la benevolenza; con la medesima misura con cui avrete misurato gli altri, sarete misurati anche voi (cfr. Mt 5, 7; 6, 14; 7, 1. 2. 12, ecc.).

Stiamo saldi in questa linea e aderiamo a questi comandamenti. Camminiamo sempre con tutta umiltà nell'obbedienza alle sante parole. Dice infatti un testo sacro: Su chi si posa il mio sguardo se non su chi è umile e pacifico e teme le mie parole? (cfr. Is 66, 2).

Perciò avendo vissuto grandi e illustri eventi corriamo verso la meta della pace, preparata per noi fin da principio. Fissiamo fermamente lo sguardo sul Padre e Creatore di tutto il mondo, e aspiriamo vivamente ai suoi doni meravigliosi e ai suoi benefici incomparabili.

Il Vangelo della Domenica - IX del Tempo Ordinario

Carissimi fratelli,
quando nel Vangelo il signore annuncia che non riconoscerà a quelli che sebbene avevano fatto tante cose buone (profetato, scacciato demoni, prodigi) ci vuole insegnare un’importante lezione. Non basta con fare del bene se non lo facciamo essendo buoni.

Per spiegarlo vi racconto ciò che è successo nel mio paese alcuni anni fa. Una rivista molto importante offriva un articolo che parlava di Lady Di e Madre Teresa di Calcuta. Si intitolava “Due donne sante”. Siccome entrambi erano morte nello stesso anno, il giornalista aveva deciso di paragonarle, parlando di come entrambi aiutavano i poveri e come la gente aveva pianto la loro morte. Ma in nessun momento parlava della grande differenza esistente tra la vita della principessa e quella della suora.

E’ vero che Lady Di aiutava i bisognosi, pero è anche vero che era tristemente famosa per la sua vita amorosa. Dicono che l’uomo che era insieme a lei il giorno della sua morto era il suo amante. 

E’ anche vero che la Madre Teresa, oggi beata, serviva ai poveri 24 ore su 24, tutti i giorni del anno. E’ la fondatrice di una congregazione religiosa che continua la sua opera di servizio attraverso le sue figlie spirituali e la sue virtù eroiche sono state riconosciute per la Chiesa.

Come vedete non c’è paragone possibile. Così possiamo capire che non basta con fare qualcosa buona, se non facciamo la volontà di Dio, costruiamo su sabbia. Non è abbastanza fare il bene, dobbiamo essere santi.

Oggi Gesù ci chiama ad essere come l’uomo saggio che costruisce la sua “casa” sulla roccia. Lui è la nostra roccia, il nostro motore. La Beata Madre Teresa diceva sempre “Lo facciamo tutto per Gesù” ed è questa la autentica vita cristiana, il vero amore a Dio tradotto in amore al prossimo.
Fino al Cielo.

P. César Piechestein
ilpreteditutti

viernes, 4 de marzo de 2011

Portare la Parola - Dal «Commento sui salmi» di sant'Ambrogio, vescovo (Sal 36, 65-66)

Apri la tua bocca alla parola di Dio

Sia sempre nel nostro cuore e sulla nostra bocca la meditazione della sapienza e la nostra lingua esprima la giustizia. La legge del nostro Dio sia nel nostro cuore (cfr. Sal 36, 30). Per questo la Scrittura ci dice: «Parlerai di queste cose quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai» (Dt 6, 7). Parliamo dunque del Signore Gesù, perché egli è la Sapienza, egli è la Parola, è la Parola di Dio. Infatti è stato scritto anche questo: Apri la tua bocca alla parola di Dio.

Chi riecheggia i suoi discorsi e medita le sue parole la diffonde. Parliamo sempre di lui. Quando parliamo della sapienza, è lui colui di cui parliamo, così quando parliamo della virtù, quando parliamo della giustizia, quando parliamo della pace, quando parliamo della verità, della vita, della redenzione, è di lui che parliamo.

Apri la tua bocca alla parola di Dio, sta scritto. Tu la apri, egli parla. Per questo Davide ha detto: Ascolterò che cosa dice in me il Signore (cfr. Sal 84, 9) e lo stesso Figlio di Dio dice: «Apri la tua bocca, la voglio riempire» (Sal 80, 11). Ma non tutti possono ricevere la perfezione della sapienza come Salomone e come Daniele. A tutti però viene infuso lo spirito della sapienza secondo la capacità di ciascuno, perché tutti abbiano la fede. Se credi, hai lo spirito di sapienza.

Perciò medita sempre, parla sempre delle cose di Dio, «quando sarai seduto in casa tua» (Dt 6, 7). Per casa possiamo intendere la chiesa, possiamo intendere il nostro intimo, per parlare all'interno di noi stessi. Parla con saggezza per sfuggire al peccato e per non cadere con il troppo parlare. Quando stai seduto parla con te stesso, quasi come dovessi giudicarti. Parla per strada, per non essere mai ozioso. Tu parli per strada se parli secondo Cristo, perché Cristo è la via. In cammino parla a te stesso, parla a Cristo. Senti come devi parlargli: «Voglio, dice, che gli uomini preghino dovunque si trovino, alzando al cielo mani pure senza ira e senza contese» (1 Tm 2, 8). Parla, o uomo, quando ti corichi affinché non ti sorprenda il sonno di morte. Senti come potrai parlare sul punto di addormentarti: «Non concederò sonno ai miei occhi né riposo alle mie palpebre, finché non trovi una sede per il Signore, una dimora per il Potente di Giacobbe» (Sal 131, 4-5).

Quando ti alzi, parlagli per eseguire ciò che ti è comandato. Senti come Cristo ti sveglia. La tua anima dice: «Un rumore! È il mio diletto che bussa» (Ct 5, 2) e Cristo dice: «Aprimi, sorella mia, mia amica» (Ivi). Senti come tu devi svegliare Cristo. L'anima dice: «Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, svegliate, ridestate l'amore» (Ct 3, 5). L'amore è Cristo.

miércoles, 2 de marzo de 2011

Il Vangelo della Domenica - VIII del Tempo Ordinario

Carissimi fratelli,

nel mondo odierno ci sono tantissime cose che ci preoccupano. Sono convinto che voi non siete di quelli che vivono preoccupati per la moda o per il pasto, voi siete già al di là di queste cose. So che vi saranno altre cose che vi attirano la attenzione: la vita e la educazione dei vostri figli, la unità del matrimonio, il futuro, la pace nel mondo, la salute, etc. C’è molto per preoccuparsi.

Ma il Signore oggi vuole che siamo preoccupati di una cosa sola: Lui e il suo Regno. Potrebbe sembrare strano pero è una lezione essenziale. Già lo aveva insegnato San Agostino: Ama e fa quello che vuoi. Chi ama sempre fa del bene, chi ama compie i comandamenti, chi ama fa la volontà di Dio.

Gesù sta presente nel mondo attraverso l’Eucaristia e quasi sempre sconosciuto per molti e abbandonato da parte dei suoi amici. Questa dovrebbe essere la nostra principale preoccupazione: stare con Cristo. Lì impareremo a vivere in cristiano e sarà l’inizio del vero cambiamento. Un mondo eucaristico sarà un mondo perfetto, in pace, con giustizia e amore.

Noi dobbiamo cercare il Regno di Dio e tutte le altre cose verranno dalla provvidenza di Dio. Non c’è niente da che preoccuparsi quando si ha tutta la fiducia messa nelle mani del Signore. D’ora in poi non dobbiamo preoccuparci, ma occuparci in dare e cercare compagnia a Gesù Sacramentato. Lui farà tutt’altro.
Fino al Cielo.

P. Cèsar Piechestein
ilpreteditutti